Coronavirus: una sfida, una promessa

di Sebastian Ciancio

È proprio attuale l’insegnamento della Pasqua cristiana: solo Gesù  ci permette di attraversare il male e la morte, sperimentando la vita. Durante questa Quaresima, stiamo riscoprendo l’attaccamento alla vita, stabilendo nuovi propositi e coltivando nuovi piaceri, ritornando a predicare l’amore autentico e rimpiangendo la lontananza dalla Comunità di appartenenza. Amore che unisce, tutto e tutti, indistintamente dai kilometri di distanza. Amore che è gara di comunione e di solidarietà. Amore, distintivo dell’ anima e della fiducia nella grazia divina. 

L’umanità ha già affrontato e reagito ad eventi epocali e non può vacillare di fronte alla nuova dura prova rappresentata dall’emergenza coronavirus. Settecento bambini, dalle rispettive abitazioni, hanno cantato qualche giorno fa l’aria “Nessun Dorma” di Giacomo Puccini. Una risposta alla paura nell’attesa del sorgere del Sole, un inno universale d’amore che sembrava intonato ad una sola voce. I cristiani dovremmo immaginare la Settimana Santa come una grande sinfonia ad una sola voce che avrà conclusione con l’Alleluja pasquale. 

La Passione di Gesù è il cammino di ogni uomo. E’ l’espressione di tante fasi della nostra esistenza e di questo periodo che stiamo vivendo. Attimi drammatici in cui spetta a noi sperimentare la solitudine nel Getsemani e saper cogliere nel silenzio il nutrimento per il nostro spirito, grazie all’aiuto che ci viene dalla parola di Dio e dai Riti della Settimana Santa.

Potremmo analizzare  i personaggi della Passione per rivendicare un ruolo in quella storia. Preferiamo assecondare l’ingratitudine di Giuda, la non-scelta di Pilato, l’instabilità di Pietro, la paura degli Apostoli, la crudeltà dei soldati o preferiamo seguire il buon ladrone, il centurione che crede, aiutare Gesù a portare la croce come Simone di Cirene e come tutti quei sanitari e volontari che da giorni hanno scelto da che parte stare? Chi vogliamo imitare ?

E come celebreremo la nostra Pasqua?

Tante volte Papa Francesco ha parlato di famiglia come “Chiesa domestica”. La pandemia favorisce e consolida indirettamente la formazione delle rispettive Chiese domestiche dove siamo chiamati a crescere insieme nella fede e nell’amore, memori della promessa del Signore: «dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro (Mt 18, 20) ».

Perché non proviamo a cogliere questi momenti in cui siamo costretti a fermarci per rileggere e meditare la Passione di Gesù. E contestualmente sfogliare le pagine della nostra vita ?

Sono convinto che non ricorderemo questa Settimana Santa solo per il numero dei morti ma anche come la prova tangibile della necessità di luce nei nostri cuori e della ricerca privilegiata del Risorto come faro nel buio dell’incertezza. Testimonianza storica di un’umanità che ritorna a Dio con speranza e fede. 

Prima o poi tutto questo finirà, e dopo, forse, e se avremo usato bene il nostro tempo, ci ritroveremo a pensare che sia stata una pausa necessaria per recuperare un contatto più consapevole con noi stessi e quello che eravamo diventati. Per essere donne ed uomini.

Full title: The Agony in the Garden Artist: Andrea Mantegna Date made: about 1458-60 Source: http://www.nationalgalleryimages.co.uk/ Contact: picture.library@nationalgallery.co.uk Copyright © The National Gallery, London

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