Pensieri da quarantena

Ogni mattina di quarantena ho un pensiero costante al mio risveglio: è cambiato realmente qualcosa?
Do anche una risposta a questa domanda e fino ad oggi era “non possiamo uscire è vero, ma le mie abitudine sono rimaste intatte, inoltre amo stare a casa a non fare nulla”.
Nelle mie giornate cerco di distrarmi molto, guardo serie, gioco alla play, fingo di cucinare, le solite cose di quando si rimane a casa nel weekend. Ecco appunto, questa quarantena mi sembra un lungo weekend.
Mi diverte vedere le dichiarazioni folli e/o eccessive di politici e politicanti e cerco di tenermi il più disinformato possibile sui danni causati dal protagonista di questa quarantena. Quasi non ricordo il nome, si parla tanto di tempi di quarantena, leggi di quarantena, challenge di quarantena e via dicendo, ma del Coronavirus non si parla praticamente mai.
Questo ha scaturito in me, e forse anche in altri, un velo davanti agli occhi che ci fa preoccupare più di fare la spesa di massa per la quarantena, che di proteggerci e proteggere gli altri dal Coronavirus. 
Forse è la strategia giusta, forse così saremo meno spaventati e più previdenti, però sicuramente, così, sottovalutiamo ciò che sta comportando in tutto il mondo. Si parla tanto di economia che fallisce, di nazioni che difficilmente si rialzeranno, di fase 1 e di fase 2. Ma ciò che realmente sta comportando questo Virus è la morte di migliaia di persone, e la probabilità che aumentino a dismisura per mesi e mesi, un carnefice di anziani e non solo, a detta di alcuni un flagello necessario per il riequilibrio geopolitico del mondo, per altri una condanna di Dio ad un popolo infedele.
Ripeto che fino ad oggi tutto questo mi scivolava addosso, è proprio vero che alcune cose, finché non si vivono sulla propria pelle vengono sottovalutate, ma è inaccettabile che nel 2020 possa verificarsi una situazione del genere, continuiamo ad incentivare il mercato e la produzione di armi, facciamo la gara alla tecnologia più nuova con le altre nazioni, costruiamo stadi, cinema, centri commerciali e banche invece di assicurare in ogni città della nazione ospedali e assistenze sanitarie in grado di sopperire ad ogni bisogno del cittadino. 
Sentire per telefono che tuo nonno è morto di Coronavirus, perché si trovava in una casa di riposo trasformata in una Chernobyl (e come quella tante altre nel resto d’Italia), che prima di essere portato in ospedale doveva aggravarsi al punto tale da essere necessario l’utilizzo di strumenti specifici: ti lascia l’amaro in bocca, ti fa credere che qualcosa in più si sarebbe potuto fare.
Oggi la risposta al mio pensiero fisso è diversa, come sono diverso io. Questo Virus ha cambiato tutto eccome e lo sta facendo pure ora, mentre scrivo. Lo farà anche quando andrò a dormire. Un errore umano che sta costando molto a tutti noi.

Un abbraccio forte, 
Marco

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