Per ripartire dopo l’emergenza Covid-19

di Gaël Giraud

Ciò che stiamo sperimentando, al prezzo della sofferenza inaudita di una parte significativa della popolazione, è il fatto che l’Occidente, dal punto di vista sanitario, non ha strutture e risorse pubbliche adeguate a questa epoca e a questa situazione. Come fare per entrare nel XXI secolo anche dal punto di vista della salute pubblica?

Responsum exspectant: il virus dell’alienazione

di Domenico Bilotti

Quando un ministro di uno Stato costituzionale di diritto afferma che il distanziamento sociale è l’unica forma di prevenzione dal contagio, la stessa frase implica un pericoloso rovesciamento semantico: non si sopravvive al contatto con l’essere umano e con la vita. In un’epidemia, come scriveva Defoe in un bel libro sulla grande pestilenza londinese, la nostra mortalità dipende dalla vicinanza a chi è malato.

Ho fatto un sogno: per ripartire, sì, ma verso dove?.

di Antonino Mantineo

In questi giorni difficili di quarantena, in uno stato d’animo ove prevalgono il dolore, la sofferenza, anche la solitudine che stiamo attraversando, abbiamo avuto tanti momenti per ritrovare noi stessi e riflettere su quello che la pandemia sta producendo nelle nostre vite personali e nelle nostre comunità.

La nostra guerra contro vita e terra

di Felice Scalia

Se ne sentono e se ne vedono di tutti i colori in questi tempi di guerra all’invisibile mostriciattolo che ha reso l’Occidente – e non solo – un immenso carcere a cielo aperto. Chi non è all’ospedale non ha neppure il diritto di godersi un’aurora sul mare o un tramonto dietro i monti. Nel migliore dei casi, siamo tutti agli arresti domiciliari con droni che ci sorvegliano dall’alto e perfino militari in punti strategici, che, mitra in mano, ti dicono che è un delitto passeggiare all’aria aperta.

La fede ai tempi del Coronavirus

di Felice Scalia

In questi giorni neri, dove la primavera anticipata sembra una beffa della natura, mi vengono spesso in mente due capolavori: “I Promessi Sposi” di Manzoni – con le celebri pagine sulla peste – e “La Peste” di Camus. In tutti e due le opere c’è chi vive la tragedia nella fede cristiana e chi la perde questa fede. Mi chiedo come oggi stiamo vivendo noi cristiani la tragedia, tutti in qualche modo minacciati dal nemico invisibile.